Biglietti omaggio Tirrenia, spuntano anche i nomi di Beppe Grillo e del figlio Ciro (non indagati)

Tre direttori di macchina si avvalgono della facoltà di non rispondere. Secondo la procura saremmo davanti a un «meccanismo corruttivo impressionante». In sei anni sarebbero stato regalati quasi 34mila biglietti per i traghetti «correlati inequivocabilmente a trattamenti di favore»

Si allarga l’inchiesta sui presunti favori della compagnia di navigazione Tirrenia, accusata di aver distribuito in modo sistematico biglietti omaggio a ufficiali della Capitaneria di Porto e ad altri soggetti ritenuti strategici per gli interessi del gruppo. Secondo la procura di Genova, si tratterebbe di un «meccanismo corruttivo impressionante» durato sei anni, durante i quali sarebbero stati regalati quasi 34 mila biglietti.

Nella mattinata di oggi, i tre direttori di macchina della compagnia – Alessio Ursomanno, Raffaele Del Gatto e Giovanni Ferrandino – si sono presentati davanti alla giudice Silvia Carpanini, ma hanno deciso di non rispondere alle domande, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Il pubblico ministero Walter Cotugno ha richiesto per loro misure interdittive, come già avvenuto per altri otto indagati, e gli arresti domiciliari per due di loro. La giudice deciderà nelle prossime ore al termine degli interrogatori.
Nel frattempo, emergono nuovi dettagli sui beneficiari degli omaggi: tra questi, secondo quanto rivelato dal Fatto Quotidiano, figurano anche il comico e fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, suo figlio Ciro, e gli altri giovani imputati nel processo per il presunto stupro di una studentessa italo-norvegese. Nessuno di loro è indagato nell’ambito dell’indagine in corso.
La lista dei beneficiari si allunga e include figure istituzionali di rilievo come il comandante generale Nicola Carlone, e Roberto Isidori, vicecapo di gabinetto del ministro Matteo Salvini.
Per la procura, i biglietti gratuiti (almeno in parte) sarebbero stati «correlati inequivocabilmente a trattamenti di favore» offerti dagli ufficiali coinvolti. Tra i fruitori risultano anche magistrati e funzionari pubblici, oltre ad appartenenti alle forze dell’ordine.
Tra gli indagati spicca anche il nome di Achille Onorato, rampollo della famiglia che guida il gruppo armatoriale. Anche lui ha scelto di non rispondere alle domande del pm, ma nei suoi confronti non è stata richiesta alcuna misura cautelare.
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